“Sai cosa mi preoccupa?”

Mi preoccupa aver donato il mio cuore a troppe persone.
Aver aperto l’anima a chi non lo meritava.
Aver deciso troppe volte sbagliando.
Aver intrapreso strade che speravo mi portassero lontano.
Aver pensato che l’amore esistesse.
Aver provato sentimenti veri.
Aver cercato di amarmi senza mai riuscirci.

Voglio davvero cambiare vita.
Voglio provare a fare marcia indietro, ad analizzare ogni cosa sbagliata e magari provare a rifarla ma in maniera diversa.
Voglio provare di nuovo emozioni, voglio innamorarmi, circondarmi di fiducia.
Non si può tornare indietro nel tempo ma si può cambiare il proprio presente.
Forse il problema è che volerlo troppo, a volte, ne impedisce la riuscita.

Sono stanca di vedermi passare davanti la vita senza che io possa afferrarla minimamente e sono stanca di aspettare che capiti qualcosa, qualsiasi cosa, che sia in grado di dare una svolta definitiva a questa routine insopportabile.

Quando mi guardo da fuori la tristezza mi pervade ma non trovo, nè intravedo, una via di scampo.
Il cielo per me non ha più sfumature, non vi è differenza tra il giorno e la notte e non c’è la minima variazione ai giorni che, lentamente, si susseguono l’uno all’altro.
Lentamente ma senza sosta.

Ho paura; ho paura del futuro e del fallimento. Ho paura della solitudine che ormai è diventata come una compagna di vita. Ho paura che non riuscirò a realizzarmi come donna e che resterò sempre li, imbambolata, a guardare tutti andare avanti mentre io rimango indietro.
Ho paura che non riuscirò mai a costruirmi una famiglia o che nessuno a questo mondo abbia davvero voglia di amarmi, di conoscermi, di condividere insieme un percorso. E se non mi sposerò mai? Se non dovessi avere figli? Se dovessi accontentarmi di un lavoro mediocre che nemmeno voglio fare? E se resterò così per sempre?. Ho paura che anche il poco che mi è rinasto di buono possa svanire nel nulla. Ho paura che non riuscirò ad essere forte.
E ho paura che i film resteranno l’unico modo per sfuggire alla realtà e per piombare in un mondo fatto di sogni che quasi ti sfama dalle tue mancanze, quasi però.

Vorrei essere guardata e non solo osservata, vorrei essere ascoltata e non solo udita…dico davvero.

Agli occhi di molti tutto questo potrebbe apparire quasi esagerato ma io provo davvero quello che scrivo e scrivo nella speranza di capirmi, di capire il mondo che mi circonda e forse anche di trovare altre anime sofferenti che non hanno il coraggio di parlare, perché magari hanno paura di essere giudicate. Io ho imparato che nascondermi non era la cosa giusta e per molto, molto tempo la mia sofferenza e la mia più grande paura erano racchiuse nel giudizio altrui di cui ho sempre fatto tesoro e che mi ha condizionata in tutte le scelte che ho preso.
Aspetto.
Ma io non mi arrendo.

Vorrei sentirmi parte di qualcosa, di qualcuno.
Vorrei provare quelle emozioni che provano tutti e non parlo di tristezza o malinconia, no, io parlo di emozioni belle, pure, nuove.

Ho fame di vivere, ho fame di amare, ho fame di tutto ciò che non conosco. E sono qui che aspetto, con la speranza nel cuore, che prima o poi il mio passato possa diventare solo un passato e non un presente o un futuro. Vivo con il pensiero costante che tutto giri, che tutto va e poi fa ritorno, che tutto ciò che di buono facciamo ci verrà ripagato.

Il problema è: “quando?”

Questa domanda, così insidiosa e forse anche del tutto inutile, attanaglia le mie giornate. È inutile perché alla fine, ed è innegabile, non sappiamo assolutamente mai cosa possa succedere. Ora ci sono e forse domani non ci sarò più. Non dico per forza che io debba essere passata nell’aldilà per “non esserci” ma più che altro potrei non esserci per qualcuno o qualcuno potrebbe non esserci più per me; magari ci siamo persi di vista o magari abbiamo litigato e da qui ne è nato il distacco totale. Magari ci siamo amati da morire ma poi ci siamo traditi o ci siamo fatti dei torti e allora è stato necessario allontanarsi per potersi ricostruire…ecc, ecc.

Sono tante le situazioni che ci cambiano e sono tante le esperienze che nel corso della vita possiamo vivere, ma dobbiamo saperle sfruttare e quando questa “capacità” viene a mancare si instaura un meccanismo che va all’inverso e che ti sovrasta di muri, anzi barriere, che impediscono il passaggio delle energie necessarie per riuscire ad affrontarle.

E sono tanti i motivi che portano sempre alla stessa risposta: la vita è imprevedibilità. E a quest’ultima possiamo opporci? No. Possiamo (e forse dobbiamo) solo accettarla.

Quindi cosa ci rimane? La speranza.

Ma forse la verità è che l’unica cosa che sappiamo è che non sappiamo assolutamente niente.

[…]

©️Nique_f

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