Saper prendere decisioni nella propria vita non è mai facile; bisogna saper scegliere sempre tra varie opzioni che, magari, porterebbero tutte a grandi risultati che però non conosceremo mai. 
Pensate anche solo a quando vi trovate davanti a due scelte: una sarà sempre “migliore” dell’altra. Eppure..eppure.. l’indecisione regna sempre sovrana in queste occasioni. 
Non si tratta più di scegliere o la via più “semplice” o quella più “complessa” ma, bensì, scegliere in base alle proprie esigenze. 
Non dimenticherò mai quelle famose parole di fine corso: “il male deriva da una errata gerarchia dei beni”; 

Ovvero: non esiste male al mondo ma siamo noi a crearlo. 

Come? Beh, scegliendo un bene, tra due beni, che però non è il bene maggiore/migliore per noi. 
Poiché:
<<Ogni azione ha le proprie conseguenze>>. 
Ecco da dove deriva questo algoritmo che sembra complesso ma, nel reale, nel mondo, è la realtà più vera che possiamo avere, percepire, abbracciare e conseguire.
La realtà è qualcosa che, in parte, creiamo noi grazie alle nostre azioni e quindi conseguenze; La realtà è ciò che fa di noi le persone che siamo; la realtà è tutto quello che noi possiamo vedere, toccare, vivere, scegliere. 
La nostra vita e la nostra esistenza dipende esclusivamente da ciò e su questo, grazie a questo, ho scoperto e capire il segreto per cercare di vivere in maniera “diversa”, forse più consapevole. 

Se noi ci convinciamo e comprendiamo che l’esistenza è composta da scelte e che ogni scelta ha una sua propria conseguenza noi potremo che migliorarci come persone, o almeno, questo è ciò che penso, questo è ciò che mi è stato insegnato e, sempre questa, è diventata la mia filosofia di vita. 
Cito spesso il mio professore di filosofia, o almeno, quello che è stato; penso che se solo leggesse questo mi ucciderebbe: sto divulgando una filosofia che lui, per anni, ha cercato di sviluppare, creare, ricostruire, insegnare. Io, però, non intendo insegnarla a nessuno. Questa è diventata la mia vita, queste sono diventate le mie “scelte”, questo è diventato un modo di vivere, insomma, la mia filosofia “vitale” e non posso negare il fatto che sia stato lui e solo lui ha farmi questo dono immenso. Non credo che lo leggerà mai ne credo che verrà mai a parlarmi ma, perché smettere di sperare in qualcosa che comunque desidero? 
Non sono fatta per stare ferma ad aspettare. Non sono fatta per sentirmi dire “no, tu non puoi”. Tutto ciò non fa più parte di me o della Veronica che per anni è stata malata! 

Le persone troppo spesso provano pena o compassione per me e il mio passato, ma io non voglio!! Questo è tutto ciò che non voglio! 
Per carità.. non disconoscetemi il fatto di aver avuto una certa forza e un certo tipo di coraggio per affrontare e uscire, dopo dieci lunghi anni (quasi undici) dalla bulimia, dall’anoressia o dall’ortoressia, questo no, mai! Ma non è lodevole essere malati. 
Non lo è solo per il semplice fatto che, oggi come oggi, a quasi ventiquattro anni, pago ancora le conseguenze delle scelte che ho preso. Sta proprio in questa fessura il mio più grande dilemma: non aver potuto assaporare ciò che è una vita normale. 

Non aver mai potuto pensare di avere una vita senza complicazioni o senza conseguenze che mi sarei potuta evitare ogni giorno..

Perché io?

Perché a me?

[…]
To

Be 

Continued 

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