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Joy Hope Rule

"L'arte che il più delle volte mostriamo è un sussurro di parole che volano mute nell'aria".

Sapersi “fare” da soli

Solo perché qualcuno ha il doppio, il triplo o un quarto della tua età, ciò non significa che ne sappia più di te. Certo, ci sono campi del sapere in cui non puoi battere ciglio e non puoi contro-ribattere poiché chi hai davanti ha davvero le basi e le possibilità per prenderti e ribaltarti da capo a piedi. Questo, però, non è un buono e valido motivo per prendere l’altra persona e ribaltarla come se non ci fosse un domani; non è diritto di nessuno prendere e calpestare i tuoi sogni o fare a pezzi la parte di te che, nel corso del tempo e con tanto duro lavoro, ha cercato di riformarsi e trasformarsi in qualcosa di nuovo e di diverso. Troppo spesso le persone non si rendono conto di ciò che dicono, tanto quanto non si rendono conto che non gliene va in tasca niente comportandosi in tale modo. Ci sono situazioni e situazioni. Quante volte, anche io e pagandone le conseguenze, ho detto cose che avrei dovuto evitare di dire; cose personali, cose che dovevano rimanere mie ma che per sbaglio, per la situazione, per le persone, sono scappate, sfuggite dalla bocca così..quante volte.. forse troppe.

Si dice sempre che “alla fine dai propri errori si impara”, ed è vero, secondo me, dire ciò. Ma allora perché fin troppo spesso chi ti circonda non è coerente? Perché condannare qualcuno per ciò che ha fatto, nonostante sia stato lì ad ammettendo pure le sue colpe?

Eppure.. eppure..eppure.

Cosa dovrei pensare di tutto questo caos? Cosa dovrei pensare delle persone che, in continuazione, cercano di offendermi e mettermi da parte? Io non sono una nullità e nessuno di voi, nessuno, mi conosce realmente. “È facile giudicare un libro dalla copertina” diceva sempre mio nonno, e aveva ragione. 

È facile giudicare chi è più debole di te. È facile andarlo a punzecchiare nei suoi punti deboli, anzi, è fin troppo semplice. 

Chi ha dentro il male e fa il male, a se stesso o all’altrui persona, non potrà mai avere dentro di sè il bene. 

Resta sempre quel velo invisibile di falsità e di menzogna scritto sulla faccia di chi ti è davanti nel momento in cui tutto ciò accade; devi farti solo trovare pronto, devi combattere, devi essere coraggioso, devi impedire alle lacrime di scendere sul viso, perché questa sì che sarebbe una sconfitta. Quindi prendi fiato e parli, parli senza piangere, parli finché non sei esausta e non comprendi più nemmeno il perché di quella discussione. 
Perché io, allora, piango? 
Io piango perché mi deludono le persone. Io sono delusa e amareggiata e incazzata con il mondo! Per ciò che mi hanno fatto e, soprattutto, per ciò che mi hanno detto. 

Perché le parole sono pesanti..tanto, troppo. 

Le parole, se non vengono dosate, sanno essere le più maligne.. altro che i ceffoni o i pugni presi in faccia! Almeno a questo non ci devi nemmeno pensare.. sai che hai fatto una cavolata, sai che le mani addosso non si mettono a nessuno, sai che hai sbagliato ma, almeno, la notte non sei tormentata da quelle millemila vocine del cazzo che si insidiano in te come un veleno e che arrivano fino a farti impazzire.

Ecco cosa non va nella mia vita: le vocine, il mio dittatore. 
Sapete.. una volta non mi offendeva così, anzi.. una volta il dittatore mi elogiava e mi puniva; una volta ero la sua vita e non potevo scappare da questa fastidiosa presenza. 

Sono stati anni lunghi e difficili ma, sicuramente, rivangare il passato e grattarne le croste del barile non servirà a farlo cambiare. 

Ma il bisogno di parlarne o di confrontarsi non è cambiato. Spesso sembra assomigliare alla curiosità di sapere se sono io la pazza oppure qualcuno ha provato la stesse emozioni e sensazioni che ho provato io. Potrei definirla una sfida contro quel passato e probabilmente lo è, ma come si può pensare di superare qualcosa se non si ha un confronto? 
La mia vita non dipende da questo, non è sottomessa dal passato. Lo è stata, si questo è vero: è stata sommersa dal passato anzi, mangiata completamente. Ma oggi come oggi questa non è più la mia vita. Il fastidio che provo è in riferimento a chi ancora oggi pensa che sia così e, soprattutto a chi lo dice e lo pensa senza conoscermi veramente. 

Non avevo mai compreso questa cosa.. forse non ci avevo nemmeno mai fatto una riflessione. Ma adesso basta. Basta essere sottomessa da questo e dal mondo che non capisce perché, a differenza di chi non vuole crederci, ci sono ancora persone che hanno voglia di esserci. 

Il mio elenco non è lungo, anzi, forse è così limitato da non raggiungere le dita di una mano, ma non è questo ciò che importa. 

“Io so chi sono. So cosa ho fatto e so perfettamente cosa voglio fare. Io sono io e il diritto di essere IO non me lo toglierà mai nessuno. Possono cercare di farmi cambiare quanto vogliono, possono continuare a farmi sentire una persona del tutto sbagliata e inutile, possono offendermi e illudermi di cose che non esistono ma, almeno, io so chi sono. Questo è importante, punto.”

I’m fighting

Saper prendere decisioni nella propria vita non è mai facile; bisogna saper scegliere sempre tra varie opzioni che, magari, porterebbero tutte a grandi risultati che però non conosceremo mai. 
Pensate anche solo a quando vi trovate davanti a due scelte: una sarà sempre “migliore” dell’altra. Eppure..eppure.. l’indecisione regna sempre sovrana in queste occasioni. 
Non si tratta più di scegliere o la via più “semplice” o quella più “complessa” ma, bensì, scegliere in base alle proprie esigenze. 
Non dimenticherò mai quelle famose parole di fine corso: “il male deriva da una errata gerarchia dei beni”; 

Ovvero: non esiste male al mondo ma siamo noi a crearlo. 

Come? Beh, scegliendo un bene, tra due beni, che però non è il bene maggiore/migliore per noi. 
Poiché:
<<Ogni azione ha le proprie conseguenze>>. 
Ecco da dove deriva questo algoritmo che sembra complesso ma, nel reale, nel mondo, è la realtà più vera che possiamo avere, percepire, abbracciare e conseguire.
La realtà è qualcosa che, in parte, creiamo noi grazie alle nostre azioni e quindi conseguenze; La realtà è ciò che fa di noi le persone che siamo; la realtà è tutto quello che noi possiamo vedere, toccare, vivere, scegliere. 
La nostra vita e la nostra esistenza dipende esclusivamente da ciò e su questo, grazie a questo, ho scoperto e capire il segreto per cercare di vivere in maniera “diversa”, forse più consapevole. 

Se noi ci convinciamo e comprendiamo che l’esistenza è composta da scelte e che ogni scelta ha una sua propria conseguenza noi potremo che migliorarci come persone, o almeno, questo è ciò che penso, questo è ciò che mi è stato insegnato e, sempre questa, è diventata la mia filosofia di vita. 
Cito spesso il mio professore di filosofia, o almeno, quello che è stato; penso che se solo leggesse questo mi ucciderebbe: sto divulgando una filosofia che lui, per anni, ha cercato di sviluppare, creare, ricostruire, insegnare. Io, però, non intendo insegnarla a nessuno. Questa è diventata la mia vita, queste sono diventate le mie “scelte”, questo è diventato un modo di vivere, insomma, la mia filosofia “vitale” e non posso negare il fatto che sia stato lui e solo lui ha farmi questo dono immenso. Non credo che lo leggerà mai ne credo che verrà mai a parlarmi ma, perché smettere di sperare in qualcosa che comunque desidero? 
Non sono fatta per stare ferma ad aspettare. Non sono fatta per sentirmi dire “no, tu non puoi”. Tutto ciò non fa più parte di me o della Veronica che per anni è stata malata! 

Le persone troppo spesso provano pena o compassione per me e il mio passato, ma io non voglio!! Questo è tutto ciò che non voglio! 
Per carità.. non disconoscetemi il fatto di aver avuto una certa forza e un certo tipo di coraggio per affrontare e uscire, dopo dieci lunghi anni (quasi undici) dalla bulimia, dall’anoressia o dall’ortoressia, questo no, mai! Ma non è lodevole essere malati. 
Non lo è solo per il semplice fatto che, oggi come oggi, a quasi ventiquattro anni, pago ancora le conseguenze delle scelte che ho preso. Sta proprio in questa fessura il mio più grande dilemma: non aver potuto assaporare ciò che è una vita normale. 

Non aver mai potuto pensare di avere una vita senza complicazioni o senza conseguenze che mi sarei potuta evitare ogni giorno..

Perché io?

Perché a me?

[…]
To

Be 

Continued 

“Io non faccio parte di niente” 

Alla fine penso che il problema si trovi nel fatto che io “non faccio parte di niente”. Eh già, non ci sono gli amici, quelli fidati, quelli che non appena vai a terra ti rialzano senza nemmeno contare fino ad uno; a priori (e a posteriori), loro ci sono, sempre.
Se le lacrime hanno bisogno di essere asciugate non serve la tua manica della maglietta da utilizzare come fazzoletto in teoria poi, in pratica, non si sa mai, dovrebbe esserci una spalla, una protezione, parole di conforto e incoraggiamento: tutto ciò che da anni e anni e anni ormai non ho più nè visto nè sentito; questa sensazione di vuoto, forse, deriva anche e soprattutto da questo: non so mai a chi raccontare vincite e sconfitte, non so a chi chiedere un vero e proprio consiglio, non so di chi posso fidarmi, non so chi guardare in viso cercando una conferma. 
Si, è vero, mi sento sola. 

La consapevolezza che mi accompagna è semplicemente il fatto di avere, in realtà, persone intorno, ma nessuno di cui potermi davvero fidare. Quindi si, sono sola, ancora una volta. 
Dovrò farmene una ragione prima o poi, non credete? Sono esausta. Pensare alle stesse identiche cose ogni fottuto giorno della mia vita, da diversi anni a questa parte, è diventata ormai routine, una fastidiosa e insidiosa routine che vorrei non aver mai nemmeno dovuto vedere. 
La solitudine permea la mia persona fino a rendermi immune dalle poche conquiste della mia esistenza. Quasi quasi posso dire che veramente la normalità non fa né farà mai parte di me. 

Che tristezza quando ci penso..perché quando lo scrivo significa che sono arrivata al limite e quindi ho l’impulso di dire, di sputare fuori quel male che mi sta uccidendo, quella cattiveria, quella paura è quella solitudine che ancora alloggiano in me quasi come se non volessero abbandonarmi. 
Perché sentirsi sempre meno di qualcuno? 

Perché stare sempre e comunque male? 

Perché sentirsi sempre così soli?
Io non comprendo..non ci riesco.. 
Eppure io sono qui, mi puoi toccare: sono viva!!! 

È dentro che non esisto, è dentro che qualcosa muore ogni giorno, piano piano, come se dovessi pagare pegno per qualcosa che non ho mai fatto! 
Perché?

Perché?

Perché?

..perché? 

[…]

To be continued

Vite offuscate 

Le crisi tornano a trovarmi ogni tanto, facendomi star male e creando una persona, anche se solo temporanea, completamente diversa dal solito. Mi sento abbattuta. Sono stanca. È difficile per me riuscire ad andare avanti, sempre e comunque, quando mi si presenta davanti un periodo così difficile e pieno di sacrifici..troppi forse. 


Non capisco perché alla fine mi ingarbuglio sempre nella stessa tela. I problemi, i pensieri, il mondo che mi circonda, vengono continuamente offuscati come da una nuvola nera. Non c’è più quell’entusiasmo iniziale e quella strana sensazione di piena e vera gioia di vivere, di esserci, di esistere. 


Tutto diventa buio, tutto ritorna indietro, tutto si frantuma..


Perché? 


Non capisco. 


Per quanto io sia consapevole del mio percorso e dei miei cambiamenti, non vedo una fine a questa agonia. 

Anzi, tutt’altro.. 


Più cerco l’approvazione di qualcuno più vedo quel qualcuno andare via e più mi immetto nelle “relazioni” più ne vengo respinta o, peggio ancora, giudicata. 

Cerco solo un luogo che sia adeguato alle mie esigenze o al mio modo di vivere; cerco un posto in cui sentirmi al sicuro, non giudicata, presa sul serio, in cui qualcuno possa credere in qualsiasi tipo di mia capacità.. pensavo di averlo trovarlo sapete? Ero convinta, per la prima volta in vita mia, che quel luogo mi avrebbe regalato solo felicità e serenità. Nessuna agonia e nessun ricordo infelice mi avrebbe fatto ritorno in quel posto che pensavo essere una “nuova casa”. Nulla di tutto ciò che avevo immaginato si è avverato.. cosa dovrei pensare, allora? 


Sapete, in tutto questo caos, una cosa mi è balzata all’occhio come un fulmine a ciel sereno: nessuno è migliore di nessuno. 

La verità è terribile da sentirsi dire in faccia. 


Forse non sono pronta al futuro che mi ero programmata o, forse, non ne sono “idonea”, chi lo sa. L’unica certezza che ho in questo momento è che mi sento un fallimento. 


Non c’è nulla che riesca a impedirmi di pensare negativo, di vedere il nero e il mio offuscato se non svanito nel niente. 

Mi pento di tante cose. Sono arrabbiata con me stessa, per non dire furiosa e incazzata come non lo sono mai stata con nessuno. 

Cosa mi sta succedendo? Perché il mio mondo ogni volta deve per forza crollare? Perché le mie certezze, quelle poche e sacre certezze che in poco tempo sono riuscita a conquistare, devono andarsene in uno schiccho di dita? Cosa posso aver mai fatto di così male nella mia misera esistenza per meritare questo tipo di sofferenza che mi prende e mi attanaglia per giorni o settimane fin troppo spesso e in vari periodi della mia esistenza? 


Questo umore traballante, che un giorno è alle stelle e il giorno dopo è sotto terra non ha alcun senso logico. Dovrei pensare alla depressione? No. No, la depressione non può ne deve far parte della mia vita. L’ha già rovinata abbastanza e ha fatto danni irrecuperabili, non le permetterò di persuadermi ancora una volta per portarmi nella fossa assieme a lei, non ne ha alcun diritto!    


La pazienza ha un limite e la mia è arrivata proprio lì: al limite. Non posso permettere alla parte “arrabbiata” della mia mente di uccidere tutto il lavoro che fino ad oggi è stato fatto da me in primis e dalla persona che amo. Niente oggi può togliermi la possibilità di dire “NO” ma, allo stesso tempo, troppe volte vengo comandata a bacchetta da quella Veronica arrabbiata che non lascia scampo a nessuno. 

Cosa posso dirle, obbiettivamente, per farle cambiare rotta o, ancora meglio, per farla ragionare razionalmente? Come posso farle capire che io non voglio più soffrire per cose inutili? Cosa e come posso? Ma, soprattutto, posso??


Perché a questo punto inizio a chiedermi se posso o meno aiutarmi, se posso e se devo.. com’è che dopo quasi ventiquattro anni non sono ancora riuscita a calmare i miei istinti più nascosti e le mie debolezze più inconsuete? 



Che persona sarò? Che madre o che moglie potrò essere se continuo a tormentarmi così? 



Ci sono cose che nel corso di questi anni hanno iniziato a prendere vita dentro alla mia vita stessa; cose che prima non pensavo nemmeno esistessero, cose che non avevo mai visto ne mai pensato di poter provare, toccare o pensare. 

Troppo è avvenuto in questo tempo.. così tanto che non posso farmelo sfuggire di mano ma che, allo stesso tempo, non riesco a tenermi stretto ne a riuscire a crederci. 



Forse devono ancora passare i giorni e gli anni. Forse deve ancora arrivare quel tempo.. forse non sono pronta. Non lo so! 

Oggi è stata una giornata tremenda.. e so che questa settimana non smetterà di tormentarmi, ma davvero non saprei cosa fare. 


Non chiedo aiuto.. per quante volte lo abbia già fatto, ahimè, non è mai accaduto il “miracolo” dunque è inutile sperare e continuare ad aspettare. 


Mi metterò seduta sul mio letto, come sempre, e starò a guardare come andranno gli avvenimenti dei prossimi mesi. 


Per ora posso solo confermare la mia immensa tristezza nell’aver fallito, ancora una volta, in qualcosa in cui credevo fermamente.



[…]




To be continued 




I muti e sussurranti sensi di colpa.


[…]

http://www.vingtdeuxpensees.eu/i-muti-e-sussurranti-sensi-di-colpa/

ALTER-EGO

http://www.vingtdeuxpensees.eu/archivio/numero-5/

IL DITTATORE – come imparare a raccontare 

http://www.vingtdeuxpensees.eu/archivio/numero-4/

Coehlo

Apprezza ciò che sei perché tu sei amore, quell’amore che cerchi in ogni cosa e in ogni dove. Accogli ciò che tu sei perché tu sei ciò che cerchi di essere, ciò che tu vuoi essere, tu sei la vita che crea la tua vita. Accetta te stesso, amore del tuo amore, perché tu sei ciò che hai tanto bisogno di essere. Sorridi all’amore che tu emani perché tu sei quell’amore che cerchi in ogni luogo, pace dei tuoi sensi. 

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