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Joy Hope Rule

"L'arte che il più delle volte mostriamo è un sussurro di parole che volano mute nell'aria".

“A volte le persone che più ci rendono felici sono anche quelle che più ci feriscono”.

“A volte le persone che più ci rendono felici sono anche quelle che più ci feriscono”.
Ho smesso di perdere tempo e interesse per ciò che pensano gli altri; ci sarà sempre chi ti apprezzerà e chi ti odierà, ma questo poco importa quando sai chi sei e cosa vuoi, quando combatti per raggiungere i tuoi obbiettivi e quando riconosci i tuoi limiti. Essere guerrieri significa essere consapevoli, e nessuno a questo mondo potrà mai negarci di essere esattamente quel che siamo.
Nessuno potrà mai cambiarci ma, piuttosto migliorarci, poiché si cambia nel corso della vita e lo si fa per le circostanze che essa possiede, che ne comporta. Siamo tutti ed indistintamente capaci di diventare “diversi” per le cose che amiamo e siamo disposti a farlo perché l’amore e l’affetto sono due cose, delle tante e poche, che tendiamo ad aver bisogno. Siamo nati per amare e per essere amati; siamo nati per sentirci parte di qualcosa, per portare avanti ciò che sono state le generazioni precedenti; siamo nati per ricordare e per poter raccontare ciò che abbiamo vissuto e, soprattutto, per accompagnare i nostri cari, sicuramente più immaturi, ad essere delle persone migliori…

Le generazioni cambiano, il mondo si trasforma, le necessità subiscono variazioni, i rapporti sono sempre più effimeri e i nostri IO sono sempre più insicuri di loro stessi: ecco cosa non è “giusto”.

Nessuno ha il diritto di privarci del nostro IO o del nostro modo di essere, ci sarà qualcuno che possiederà la capacità di farci vedere il mondo da un’altra prospettiva. Ci sarà chi avrà voglia di confrontarsi in maniera matura e di amare sinceramente e rispettosamente, ci sarà chi ti vorrà scoprire e chi non ti giudicherà per ciò che sei, ci sarà chi ti amerà incondizionatamente, deve esserci perché se no nulla a questo mondo avrebbe senso.

Non perdo ne mai perderò la speranza di vivere quella vita che tanto desidero e che tanto mi impegno a ‘raggiungere’, non smetterò mai di voler esaurire i miei sogni perché sono stanca di vederli sono nel buio della notte.
Io credo nella felicità e credo nella positività, nonostante tutto.

Io so di essere ciò che sono e so cosa voglio, anche se sempre in balia delle mie mille insicurezze e delle mie difficoltà.

La felicità non è impossibile, bisogna solo smettere di cercarla. Arriverà da sola e sarà lei a decidere quando, come, dove e con chi ma, soprattutto, sarà vivere l’unico modo per scoprirlo.
[…]

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“Dolore”

Con il dolore io ho vissuto, ma non per questo lo rifiuto, 

anzi, lo fiuto e me ne infatuo, 

tanto che me lo sono tatuato. 
Ora ho il corpo più curato e “moderato”, meno martoriato 

ma pur sempre rattristato; 
forse sarà perché l’ho sempre sottovalutato e rifiutato, 

tanto quanto l’ho ammirato e abbracciato. 
Solo io l’ho coccolato 

perché era malato, 

solo io l’ho curato, 

sfamato e, poi, “resettato”. 
E, proprio per questo, 

l’ho amato e cancellato: 

è così che ho ri-cominciato. 
Tutt’ora è quasi riordinato e ripensato, proprio per essere raccontato.   

©Nique 

La forza dell’amore 

Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono, e anche quello che rivelerò a te ora, perché tu lo trasmetta all’umanità, si scontrerà con l’incomprensione e i pregiudizi del mondo.Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per tutto il tempo necessario, anni, decenni, fino a quando la società sarà progredita abbastanza per accettare quel che ti spiego qui di seguito.

Vi è una forza estremamente potente per la quale la scienza finora non ha trovato una spiegazione formale. E’ una forza che comprende e gestisce tutte le altre, ed è anche dietro qualsiasi fenomeno che opera nell’universo e che non è stato ancora individuato da noi. Questa forza universale è l’amore. Quando gli scienziati erano alla ricerca di una teoria unificata dell’universo, dimenticarono la più invisibile e potente delle forze.
L’amore è luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve.

L’amore è gravità, perché fa in modo che alcune persone si sentano attratte da altre. L’amore è potenza, perché moltiplica il meglio che è in noi, e permette che l’umanità non si estingua nel suo cieco egoismo. 

L’amore svela e rivela. 

Per amore si vive e si muore. 
Questa forza spiega il tutto e dà un senso maiuscolo alla vita. Questa è la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo, forse perché l’amore ci fa paura, visto che è l’unica energia dell’universo che l’uomo non ha imparato a manovrare a suo piacimento. 

Per dare visibilità all’amore, ho fatto una semplice sostituzione nella mia più celebre equazione. Se invece di e = mc2 accettiamo che l’energia per guarire il mondo può essere ottenuta attraverso l’amore moltiplicato per la velocità della luce al quadrato, giungeremo alla conclusione che l’amore è la forza più potente che esista, perché non ha limiti.

Dopo il fallimento dell’umanità nell’uso e il controllo delle altre forze dell’universo, che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il momento di nutrirci di un altro tipo di energia. 

Se vogliamo che la nostra specie sopravviva, se vogliamo trovare un significato alla vita, se vogliamo salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita, l’amore è l’unica e l’ultima risposta. 

Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba d’amore, un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l’odio, l’egoismo e l’avidità che affliggono il pianeta. 

Tuttavia, ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d’amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata.

Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, Lieserl cara, vedremo come l’amore vince tutto, trascende tutto e può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita. 

Sono profondamente dispiaciuto di non averti potuto esprimere ciò che contiene il mio cuore, che per tutta la mia vita ha battuto silenziosamente per te. 

Forse è troppo tardi per chiedere scusa, ma siccome il tempo è relativo, ho bisogno di dirti che ti amo e che grazie a te sono arrivato all’ultima risposta.
A. Einstein 




“Nota”

Ricordi gli accordi 

di questi sogni 

che però poi ti scordi? 

©Nique 


Streetpoetry: mathias PDS

G. D’Annunzio 

Il mio dolore è cosí grande che da ieri io vivo quasi incosciente delle cose della vita, chiuso in me, col pensiero, col desiderio acuto e incessante del tuo amore. Quando io ti lasciai jeri, mi si velarono gli occhi. Mi parve d’esser per cadere. L’angoscia mia cresceva ogni ora piú. Andavo per le vie, mentre la sera scendeva, portando miseramente la mia gran tristezza in mezzo alla gente. Mi avvicinai due o tre volte alla tua casa. Mi si affacciavano alla mente i pensieri piú strani e i propositi piú folli. Verso le dieci incontrai gli amici che mi trassero con loro, al solito luogo, da Morteo, dove ti ho veduta per tante sere e dove ho bevuto l’amore dai tuoi occhi lungamente. Avevo la gola cosí serrata e cosí riarsa che non m’era possibile profferire una sola parola. Quegli ultimi trentacinque minuti, prima dell’ora precisa della tua partenza, furono atroci. Io non ti so dire come soffrivo, Barbara. Tu partivi, tu partivi, senza ch’io ti potessi vedere, coprirti di baci la faccia, ripeterti ancora un’ultima volta con la voce soffocata: «Ricordati! Ricordati! 

L’ultimo pensiero per te

A che razza di futuro sarei stata destinata nella speranza di stare ancora con te? Cosa sarebbe accaduto se io fossi rimasta? Se tutto ciò che è successo fosse stato solo un brutto sogno? Mi sarei solo accontentata di una vita mediocre e composta interamente di falsità, circondata da persone ignoranti e menefreghiste, da una ‘famiglia’ che davanti mostra un sorriso e porge una mano ma che dietro ti augura il peggio. 

No. Non ci sarei stata. 

Sono passati ormai 3 mesi interi da quando ti ho potuto baciare, parlare e toccare per l’ultima volta e non ne sento la mancanza, sento solo un vuoto pieno di domande prive di risposte. 

Scrivendo, giusto ieri, mi è ricapitata tra le mani una delle tante lettere che mai ti ho voluto consegnare: era datata settembre 2016.

Non mi ero mai resa conto che qualcosa già non andava da allora, eppure io sono rimasta, sempre e comunque, dicendo a me stessa che l’amore è in grado di distruggere ogni tipo di barriera, convinta che quel ‘per sempre’ potesse essere reale, ammaliata da una vita mai vissuta. C’era qualcosa che mi teneva legata mani e piedi a te, qualcosa che ho sempre visto con occhi spenti ma pieni di speranza, perché in noi ci ho sempre creduto e, sempre per noi, ho sempre lottato. 

Ma, a distanza di tempo mi chiedo, quindi, cosa mi abbia spinta a rimanere lì a sopportare, a subire, a sentirmi schiacciata, a provare la sgradevole sensazione di non essere accettata. 
Chi e che cosa me lo ha fatto fare? 

Forse la convinzione che ti avrei potuto ‘cambiare’ o, se non altro, che avrei potuto trasmetterti l’amore, l’affetto e i sacrifici che ho fatto per te, per me, per noi. 

Ora la mia immagine non ti apparirà nemmeno più in sogno e io rimarrò nell’angolo in disparte, come se fossi stata trasparente per tutti quegli undici mesi insieme. Ti osserverò da lontano senza poter percepire i tuoi sentimenti o i tuoi stati d’animo; così non potrò più averti affianco e soffrire con te o ridere a crepapelle fino a farci venire mal di pancia. 

Nel tuo letto non manca chi baciare e abbracciare, un qualcuno a cui chiedere consiglio, chi ti vuole e ti desidera nonostante tutto: sei una solitudine impossibile. 
Per colmare la vergogna e il vuoto che la nostra storia ha lasciato hai preferito portarti affianco chi puoi dominare, chi non ti dice niente per il ‘quieto vivere’, chi di anni e di esperienze ne ha vissute poco e niente e che dalla vita e dall’amore deve ancora imparare tanto. Anziché riflettere sulle azioni compiute e sui problemi che ti hanno portato a questo, a quel delirio malvagio, a quel demonio che sei stato durante quei momenti, hai preferito un chiodo schiaccia chiodo che sai benissimo essere tale. La tua estrema mancanza di rispetto si è potuta vedere durante quel viaggio maledetto, il giorno del mio 24esimo compleanno, in cui il Noi si è frantumato in milioni di miliardi di pezzi, un noi ormai impossibile da ricomporre. 
Io ho smesso di soffrire per te. Ho smesso di pensare a te; ho smesso di farmi viaggi mentali su ciò che mi è impossibile guardare coi miei occhi; ho smesso di sperare in un tuo ritorno; ho smesso di piangere, perche non ho più lacrime da versare. 

Sono stanca, stremata, consapevole del male che mi hai e che mi stai facendo, fosse anche indirettamente, e non sopporto più questo peso che devo per forza portarmi appresso. 
Vivrò la mia vita con il rimpianto di non essere stata in grado di farmi capire, di aver perso l’amore che credevo essere una vita e, soprattutto, di averci creduto fino all’ultimo. 

A differenza tua, però, non rinnegherò mai ciò che è stato, poiché farlo sarebbe come mentire a se stessi e questo è un grave errore che spesso noi facciamo per proteggerci da ciò che ci fa soffrire o dalla vergogna che ci assilla. 

Dimenticami se vuoi, ma prima o poi la coscienza verrà a bussare alla tua porta per ricordarti che a fare del male si riceve in cambio la stessa identica moneta, perché la ruota gira per tutti e non può, ne potrà mai, andarti sempre bene nella vita. 

Ma vedi, io ho ancora tante cose da dirti, tante cose che vorrei sapere, tante cose che vorrei risolvere; un giusto confronto non c’è mai stato e, penso, mai ci sarà. Le parole che scrivo dovevano appartenerti come ti apparterrà la nostra storia: sarà sempre e comunque qualcosa che è esistito concretamente nella tua vita. 
Il rimpianto di non essere stata in grado di comprendere che qualcosa si era rotto già da tempo e che il nostro stare insieme era come una malattia d’amore, una dipendenza, la paura di una possibile ed ennesima solitudine, sarà viva in me fino a quando non esalerò il mio ultimo respiro;il tuo ricordo non sarà altro che un dolore indimenticabile. 

Anche se esso non avrebbe motivo di esistere, perché non meriti un posto così importante nella mia esistenza, lo stai occupando abusivamente e stai togliendo spazio per altri. 

Sta a me, ora, lasciarti andare una volta per tutte, smetterla di scrivere di te, smetterla di parlare di ‘noi’: è compito mio il dover auto convincermi che tutto ciò è giusto. 

Non ti ho mai detto addio con un ‘per sempre’ ma sono disposta a farlo ora. 
Quindi, addio mio caro e infinito amore, è stato bello condividere con te questo ultimo anno. Mi hai insegnato tanto, mi hai delusa altrettanto, mi hai amata come solo io posso saperlo. Grazie per questo perché, dopo tutto, mi hai salvato la vita. 
Ti abbraccio fortissimo, da lontano e continuo a volerti bene. Se avrai mai bisogno di me io ci sarò. 

©Nique 

“Ribellione”

Ogni ribellione 

è ambizione 

verso l’affermazione.

©Nique 

Il tempo che scorre

[…]

Vi capitano mai quei giorni, che si susseguono l’uno all’atro, in cui la vostra testa è altrove? A me spesso, forse fin troppo. Mi sento come sommersa da una valanga di parole che non posso dire a nessuno se non a me stessa, perché nessuno capirebbe. È frustrante, è pesante. Il vivere la giornata diventa un incubo ad occhi aperti: non vuoi uscire, non vuoi vedere nessuno, non vuoi ascoltare nessuno, non vuoi guardarti, non vuoi fermarti e cercare una soluzione. Conta solo il malessere che mi permea. Il resto è solo… il resto. 

[…]

©Nique 

L’amore o è folle o non può esistere. 

[…]

E, credimi, l’amore o è folle o non può esistere. Perché se io e te siamo stati quel siamo stati allora amore c’era ma, finché lo negherai, perfino a te stesso, non sarai in grado di patire quel gesto ne di comprenderne il resto. 

Non è la quantità ma la qualità ciò che devi saper distinguere: la quantità è relativa, la qualità è positiva, punto. 

[…]

©Nique

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